Fisioterapia dopo distorsione di caviglia

La fisioterapia dopo distorsione di caviglia

La distorsione di caviglia è il più frequente trauma muscolo-scheletrico dell’arto inferiore. Si stima che in Italia avvengano circa 50.000 traumi distorsivi al giorno, soprattutto in soggetti che praticano sport senza tralasciare i traumi accidentali domestici.

Definizione

La distorsione di caviglia si può definire come una lesione delle parti molli che si verifica quando il movimento supera i limiti fisiologici imposti dai legamenti. La distorsione di caviglia può avvenire in inversione (il del piede si “piega” verso dentro) che rappresenta la distorsione di caviglia più comune o in eversione dove il piede di “piega” verso fuori. Nelle distorsioni il legamento deltoideo, il peroneo-astragalico-anteriore ed il peroneo-calcaneare possono subire una lesione isolata o combinata.

Classificazione

In base alla gravità della lesione possiamo distinguere tre diversi tipi di grado:

  • Grado I: è una lesione in cui i legamenti della caviglia hanno conservato la propria stabilità ma c’è stato un minimo sovvertimento strutturale; in questi casi la dolorabilità è presente solo in una zona isolata con minimo gonfiore localizzato. Nelle distorsioni di I grado non vi sono patologie ossee associate, in genere la prognosi è buona con restituito ad integrum.
  • Grado II: lesione più complessa in cui può essere presente una lacerazione parziale di uno o più legamenti; sovente è presente edema e dolore indice indiscusso di possibile rottura dei legamenti. Non bisogna trascurare in questo grado la possibilità di una patologia associata.
  • Grado III: una distorsione di grado III comporta la lacerazione completa di almeno un legamento; il gonfiore è notevole ed in genere è presente un emartro (raccolta di sangue) della caviglia. Il dolore è presente e il movimento è quasi impossibile. In una distorsione di caviglia di grado III la possibilità di una lesione articolare è alta.

Come si fa la diagnosi

La storia del paziente è importante per verificare la severità della lesione e le strutture lese; è importante sapere sia il meccanismo del trauma che se è la prima distorsione di caviglia. Il dolore, il gonfiore e la palpazione possono orientarci verso il grado di lesione. Gli esami radiografici per le lesioni di II e III grado dovrebbero iniziare con una radiografia mentre l’utilizzo della risonanza magnetica non e giustificato in una fase acuta ma può avere un valore solo quando vi sia il sospetto di una lesione associata.

Trattamento

Il trattamento è in genere incruento, esso prevede la riduzione del dolore e del gonfiore, un adeguata immobilizzazione seguita da una valida fisioterapia. Nel nostro centro di fisioterapia a Roma, zona prati, vicino al Vaticano dividiamo il trattamento in quattro fasi:

  • Fase acuta: nella prima fase il protocollo più accreditato è il RICE acronimo di R=riposo, I=ghiaccio, C=compressione, E=scarico associato a terapie antinfiammatorie e/o taping elastico. Lo scopo in questa fase è contenere e ridurre il dolore e stimolare i movimenti residui. I tempi e la gestione del protocollo è proporzionale alla gravità della lesione, comunque questo approccio deve essere eseguito dai primi istanti della distorsione.
  • Sub-acuta: lo scopo del trattamento nella seconda fase è il recupero dell’articolarità ed il recupero della forza muscolare. Si utilizzano terapie fisiche (ultrasuoni, tecar, laser, ipertermia ecc…), e fisioterapia. Si inizia una rieducazione funzionale che mira a mantenere il tono muscolare e l’articolarità delle strutture ancora integre, onde evitare l’instaurarsi di fenomeni di limitazione secondari.
  • Ritorno all’attività: la terza fase prevede il recupero della propriocettività e forza facendo attenzione alla prevenzione delle recidive. In questa fase sono utilizzate le metodiche dell’Allenamento Terapeutico Integrato mirate non soltanto alla caviglia lesionata ma a tutte le strutture che, per la necessaria inattività, hanno perso il loro giusto tono muscolare. Quindi un programma che mira ad un ritorno all’attività in piena sicurezza.
  • Attività sportiva: questa ultima fase sarà dedicata al ritorno all’attività sportiva eseguendo un programma allenante valido per lo sport praticato.

I pazienti con distorsioni di grado II o III, con una storia di distorsioni ripetute e con una instabilità clinicamente evidente potrebbero avere bisogno di una stabilizzazione chirurgica.

Conclusioni

Il trauma distorsivo della caviglia non deve mai essere sottovalutato.
È importante il tempestivo intervento al fine di classificare la distorsione e pianificare l’iter terapeutico; il recupero funzionale può variare da 3 a 5 settimane; bisogna sempre avere a mente: “Una caviglia lesa e instabile rappresenta il presupposto di distorsioni recidivanti”; si comprende quindi l’importanza di una buona rieducazione dopo un episodio distorsivo.


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