La distorsione di caviglia
Articolo apparso su internet e liberamente modificato
Introduzione
Definizione
Classificazione
E' importante descrivere la gravità della lesione e per tale motivo e' stato adottato un sistema di classificazione con una scala che va da I a III.
Come si fa la diagnosi:
Trattamento
La FisioLive suddivide il trattamento in quattro fasi:
I pazienti con una storia di distorsioni ripetute e con una instabilità clinicamente evidente richiedono una stabilizzazione chirurgica (tecnica di Bostrom).
Conclusioni
Introduzione
La distorsione di caviglia e' il più frequente trauma muscolo-scheletrico dell' arto inferiore, si pensi che in Italia si stimano circa 50.000 traumi distorsivi in un giorno, questi, interessano, prevalentemente, soggetti che praticano sport da salto (pallavolo,basket) o da contatto (calcio, rugby) senza tralasciare, altresì, i traumi accidentali domestici.
Definizione
La distorsione di caviglia si può definire come una lesione delle parti molli che si verifica quando il movimento dell'astragalo supera i limiti fisiologici imposti dai legamenti che lo vincolano; i traumi distorsivi di caviglia possono avvenire in inversione del piede (più frequente) o in eversione; i legamenti deltoideo,peroneo-astragalico-anteriore,peroneo-calcaneare sono esposti nel subire una lesione isolata o combinata.
Classificazione
E' importante descrivere la gravità della lesione e per tale motivo e' stato adottato un sistema di classificazione con una scala che va da I a III.
Grado I : Il I grado e' una lesione in cui i legamenti della caviglia hanno conservato la propria stabilità ma c'è stato un minimo sovvertimento strutturale; in questi casi la dolorabilità e' presente solo in una zona isolata con minimo gonfiore localizzato.
Nelle distorsioni di I grado non vi sono patologie ossee associate, in genere la prognosi e' buona con restitutio ad integrum.
Nelle distorsioni di I grado non vi sono patologie ossee associate, in genere la prognosi e' buona con restitutio ad integrum.
Grado II : In questo caso si tratta di una lesione piu' complessa in cui e' possibile la lacerazione parziale di uno o più legamenti; sovente e' presente edema e dolore indice indiscusso di possibile rottura dei legamenti. Non bisogna trascurare in questo grado la possibilità di una patologia associata.
Grado III : Una distorsione di grado III comporta la lacerazione completa di almeno un legamento; il gonfiore e' notevole ed in genere e' presente un emartro (raccolta di sangue) della caviglia;la flessione dorsale e' dolorosa. In una distorsione di grado III la possibilità di una lesione articolare e' alta.
Come si fa la diagnosi:
La storia del paziente è importante per verificare la severità della lesione e le strutture lese; è importante sapere se si tratta della prima distorsione di caviglia oltre al meccanismo del trauma; un altro dato importante è l'entità del gonfiore che ci permetterà di classificarla, quindi l'esplorazione clinica verificando con una pressione delle dita la zona del legamento deltoideo (interno), peroneo-astragalico-anteriore, peroneo-calcaneale, del perone, base del V metatarso, malleolo mediale e la regione della sindesmosi; la prova del cassetto anteriore deve essere eseguita in tutti quei casi in cui si sospetta una lesione legamentosa.
Gli esami radiografici per le lesioni di II e III grado dovrebbero iniziare con una rx-grafia in antero-posteriore e laterale; l'utilizzo della risonanza magnetica non e giustificato in una fase acuta ma può avere un valore solo quando vi sia il sospetto di una lesione associata.
Gli esami radiografici per le lesioni di II e III grado dovrebbero iniziare con una rx-grafia in antero-posteriore e laterale; l'utilizzo della risonanza magnetica non e giustificato in una fase acuta ma può avere un valore solo quando vi sia il sospetto di una lesione associata.
Trattamento
Il trattamento è in genere incruento, esso prevede la riduzione del dolore e del gonfiore, un adeguata immobilizzazione seguita da una valida riabilitazione.
- Acuta: nella prima fase il protocollo più accreditato e' il RICE acronimo di R=riposo, I=ghiaccio, C=compressione, E=scarico. I tempi e la gestione del protocollo è proporzionale alla gravità della lesione, comunque questo approccio deve essere eseguito dai primi istanti della distorsione.
- Sub-acuta: lo scopo del trattamento nella seconda fase è rappresentato dalla eliminazione del dolore, recupero dell'articolarità, eliminazione dell'edema, recupero della forza muscolare; per raggiungere questi obiettivi si utilizzano: terapie fisiche (ultrasuoni, Energia resistiva e capacitiva, Iaser, ipertermia ecc), tecniche di immobilizzazione e fisioterapia. Nel contempo si inizia una rieducazione funzionale; che mira a mantenere il tono e l’articolarità delle strutture ancora integre, onde evitare l’istaurarsi di fenomeni di limitazione secondari.
- Ritorno all’attività: la terza fase prevede il recupero della propriocettività e forza facendo attenzione alla prevenzione delle recidive. In questa fase sono utilizzate le metodiche dell’Allenamento Terapeutico Integrato mirate non soltanto alla caviglia lesionata ma a tutte le strutture che, per la necessaria inattività, hanno perso il loro giusto tono muscolare. Quindi un programma che mira ad un ritorno all’attività in piena sicurezza.
- Attività sportiva: questa ultima fase sarà dedicata al ritorno all’attività sportiva in campo, ed in questo l’ATI provvederà a fare eseguire un programma allenante valido per lo sport praticato.
I pazienti con una storia di distorsioni ripetute e con una instabilità clinicamente evidente richiedono una stabilizzazione chirurgica (tecnica di Bostrom).
Conclusioni
Il trauma distorsivo della caviglia non deve mai essere sottovalutato.
È importante il tempestivo intervento al fine di classificare la distorsione e pianificare l' iter terapeutico; il recupero funzionale può variare da 3 a 5 settimane; bisogna sempre avere a mente: "Una caviglia lesa e instabile rappresenta il presupposto di distorsioni recidivanti"; si comprende quindi l'importanza di una buona rieducazione dopo un episodio distorsivo.
È importante il tempestivo intervento al fine di classificare la distorsione e pianificare l' iter terapeutico; il recupero funzionale può variare da 3 a 5 settimane; bisogna sempre avere a mente: "Una caviglia lesa e instabile rappresenta il presupposto di distorsioni recidivanti"; si comprende quindi l'importanza di una buona rieducazione dopo un episodio distorsivo.



