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Dott. Fabrizio Cecchetti

Terapie Fisiche

Laserterapia

Il laser è una sorgente di radiazione elettromagnetica, che potremmo definire con semplicità, come un mezzo fisico che produce energia sotto forma di un'onda luminosa.

In realtà la 'luce' (i fotoni) liberata dal laser ha caratteristiche del tutto particolari (ad esempio non è sempre visibile), ma è comunque in grado di raggiungere intensità di energia elevata in aree molto ristrette. In terapia vengono utilizzati vari tipi di laser che differiscono tra loro per energia, capacità di penetrazione e caratteristiche d'azione. Tra i più usati ricordiamo il laser a:

- elio-neon

- co2

- diodico a semiconduttore ad arseniuro di gallio

- neodimio-yag


Principio d'azione

A seconda del tipo di laser e delle modalità di applicazione, si può svolgere un'azione prevalentemente:

- Antiinfiammatoria e antiedimigena: crea un aumento della velocità del microcircolo ematico, aumento del drenaggio veno-linfatico, attivazione macrofagica ecc.

- Biostimolante: induce una stimolazione di attività biochimiche, fisiologiche e proliferative della cellula.

- Antalgica: innalza la soglia dolorifica per azione diretta sulle terminazioni nervose e per liberazione di endorfine.

- Decontratturante: normalizza il potenziale di riposo della cellula muscolare.


Indicazioni

Numerose patologie dell'apparato locomotorio risentono favorevolmente dell'azione dell'energia laser.

Tra le malattie più frequentemente trattate ricordiamo:

- Patologie infiammatorie di tendini e tessuti molli (tendiniti, borsiti, entesiti)

- Algie articolari superficiali (le articolazioni più profonde vengono in parte raggiunte solo con particolari accorgimenti o da laser particolari, come ad esempio il neodimio-yag)

- Sindrome del tunnel carpale

- Ulcere e piaghe da decubito

- Forme cicatriziali

- Trattamento dell'edema localizzato


Modalità di applicazione

- A scansione: la luce laser si 'disegna' sulla cute lungo un tratto (fisso o mobile) di superficie cutanea. Viene utilizzata per trattare aree più o meno estese.

- A contatto: particolarmente utile per raggiungere le articolazioni più profonde o su superfici non piane (il raggio laser ha la massima penetrazione quando raggiunge la superficie cutanea perpendicolarmente).


Controindicazioni

- pazienti con carcinoma sospetto o conclamato

- irradiazione diretta sull'utero in gravidanza

- aree di emorragia

Le radiazioni laser dirette all'occhio rappresentano un potenziale rischio per lo stesso. L'uso di appositi occhiali protettivi (da portare sempre con il laser in funzione) elimina tale rischio.



Ultrasuoni

E' una tecnica fisioterapica che utilizza a scopo terapeutico gli effetti biologici prodotti dagli ultrasuoni (onde sonore con frequenza superiore alla soglia uditiva).

La produzione degli ultrasuoni si ottiene sfruttando l'effetto piezoelettrico inverso (proprietà di alcuni cristalli minerali di dilatarsi e comprimersi e, quindi, di emettere vibrazioni quando sono sottoposti all'azione di un campo elettrico di corrente alternata).

La frequenza di emissione degli apparecchi può essere di 1 MHZ o di 3 MHZ. Può essere applicata una tecnica a contatto (con l'interposizione di un gel tra la testina dell'ultrasuono e la cute) o in immersione in acqua quando si trattano superfici cutanee irregolari (ad esempio mani, piedi, ecc.).


Principio d'azione

La penetrazione delle onde sonore ha un'azione di tipo meccanico (micromassaggio) e termico.

Gli effetti terapeutici sono:

- Analgesico e antiinfiammatorio

- Decontratturante (rilasciamento muscolare)

- Fibrinolitico e trofico (riassorbimento di ematomi, eliminazione di tenui calcificazioni, stimolazione della guarigione dei tessuti)


Indicazioni

Sono essenzialmente patologie delle strutture periostali, tendinee e capsulari.

- Periartrite calcifica di spalla

- Tendiniti, capsuliti e borsiti (ad esempio l'epicondilite)

- Coccigodinie (dolore del coccige)

- Artrosi (vertebrale, anca, ginocchio, ecc.)

- Morbo di Dupuytren

- Tessuti cicatriziali ipertrofici ed ematomi organizzati


Controindicazioni

Non vanno applicati sull'area cardiaca, e su tessuti specializzati (ad esempio cartilagini di accrescimento del bambino, in corrispondenza dell'ovaio, ecc.)

Non vanno usati su zone cutanee infiammate acutamente o nelle neoplasie.

Possono verificarsi ustioni se la dose erogata è eccessiva.


Elettroterapia

E' l'impiego della corrente elettrica per scopi terapeutici.

Nelle sue varie forme esplica effetti differenti che si possono riassumere in:

- Azione analgesica

- Azione eccitomotoria (stimolazione muscolare)

- Azione trofica (miglior apporto vascolare e di nutrizione)


Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation

Stimolazione elettrica neurale transcutanea (TENS)


La TENS è una terapia fisica di uso comune in medicina, soprattutto in ambito fisioterapico, con finalità analgesico-antalgiche di estrema efficacia. L’impiego della TENS offre un positivo aiuto per la risoluzione di molte patologie osteo-mio-articolari, dei tendini, dei legamenti e neuronali.

Principi

La stimolazione per via trans-cutanea è una tecnica elettroterapica che, agendo a livello dei nervi periferici, riesce ad ottenere una sensibile diminuzione della sintomatologia dolorosa.

Le vie nervose deputate alla conduzione della sensibilità tattile e dolorifica fanno giungere le proprie informazioni, provenienti dai recettori periferici, al midollo spinale: a questo livello una via comune conduce le informazioni periferiche al cervello, che le elabora.

Il principio fisiologico su cui la TENS fa riferimento è quello del GATE-CONTROL, o controllo a cancello. Se, infatti, questa via comune diretta al cervello viene impegnata da un eccesso di stimoli tattili (elettrostimolazione) viene inibita la conduzione degli stimoli dolorifici.

In pratica si viene a chiudere il cancello a tutte le informazioni dolorifiche dirette al cervello. E’ come se un interruttore inibitorio bloccasse tutti questi messaggi.

In questo modo, e senza l’utilizzo di farmaci, si crea un effetto analgesico che pone fine al circolo vizioso.

Effetti

L’effetto è immediato, il paziente comincia a sentirsi notevolmente meglio purtroppo questa stimolazione per produrre effetti duraturi nel tempo necessita di un ciclo terapeutico di circa 10-20 sedute, della durata ciascuna di 30-50 minuti.

Durante il trattamento, il paziente deve avvertire una costante sensazione di formicolio piacevole che deve essere mantenuta per tutta la durata della seduta. Per fare questo si deve agire modulando l’intensità di stimolazione per evitare una sorta d’accomodazione per assuefazione allo stimolo elettrico.

Effetti biologici

Gli effetti generati dalla TENS possono essere così riassunti:

-Inibizione: della trasmissione dolorosa (recettori nocicettivi);

-Liberazione: di endorfine ossia una sostanza chimica di natura organica, prodotta dal cervello, dotata di grandi proprietà analgesiche;

-Modificazione: dell’eccitabilità periferica con un conseguente innalzamento della soglia del dolore.


Materiali

L’apparecchio utilizzato è un generatore di corrente e da elettrodi sempre in numero pari (2 – 4 – 6) di varie dimensioni e modelli che verranno applicati alla cute del paziente con un gel conduttore, alcuni modelli dispongono di un proprio gel autoadesivo.

Il posizionamento degli elettrodi è fondamentale per la buona riuscita della terapia, quindi è giusto ricordare che nelle placche con diversa polarità il polo negativo deve venire sempre posto sui punti dolorosi, mentre nel caso di apparecchiature ad erogazione bipolare, le più moderne, tale accorgimento non serve.


Generalmente gli elettrodi si possono posizionare:


- TRIGGER POINT: l’elettrodo negativo viene posto su di un trigger point (punto grilletto: punto da cui parte il dolore) ed il positivo in una zona adiacente, detta "TARGET AREAS" (zona dove il dolore si irradia).

- TRASVERSALMENTE: dove la zona dolorosa è compresa tra le due placche.

- LONGITUDINALMENTE: posizionare l’elettrodo negativo sulla colonna lateralmente al processo spinoso, sede di ingresso della via afferente che conduce lo stimolo nocicettivo, ed il positivo in modo tale che tra i due sia compresa la zona dolorosa.


Controindicazioni

- Presenza di pace-maker e mezzi di sintesi metallici

- Turbe del ritmo cardiaco

- Lesioni cutanee (ferite, abrasioni, dermatiti…)

- Ipoestesia, allergie, vasculopatie

- Attenzione alla stimolazione in donne in gravidanza


E’ sconsigliato l’utilizzo della stimolazione sulla parte ANTERIORE del COLLO, per la possibilità di evocare uno spasmo laringeo


Corrente galvanica

E' una corrente continua, unidirezionale ad intensità costante.

E' utilizzata soprattutto come ionoforesi ossia con la possibilità di far penetrare attraverso la cute (follicoli piliferi e dotti ghiandolari della cute) dei farmaci, sfruttando la dissociazione elettrolitica del farmaco e la sua migrazione da un polo elettrico all'altro.


Principio d'azione

- effetto trofico (vasodilatazione e attivazione del metabolismo cellulare)

- effetto analgesico (attraverso la variazione dell'eccitabilità dei nervi)


Indicazioni

Trattamento di patologie articolari e periarticolari

Controindicazioni

- pacemaker

- mezzi di sintesi metallici (utilizzati ad esempio nella consolidazione chirurgica delle fratture)

- patologie cutanee superficiali

Utilizzare elettrodi ben imbottiti e bagnati (spugne) per evitare pericolose ustioni cutanee.

Si possono verificare reazioni allergiche legate all'uso del farmaco.

 

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