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Cervicalgia |
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Patologie Comuni
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Ne soffrono in tantissimi ed è uno dei disturbi più diffusi del mondo occidentale: è il dolore che colpisce la cervicale (cervicalgia). Tra le cause ci sono la particolare vulnerabilità anatomica, la sedentarietà e gli errori nella postura, ma non mancano gli sport di tipo traumatico e il cosiddetto colpo di frusta (il trauma distorsivo del rachide cervicale). C'è poi chi è predisposto alle cervicalgie per difetti occlusali (rapporto tra arcata dentale superiore ed inferiore) o del campo visivo ( a partire dagli strabismi ed i difetti di accomodazione) che possono generare a loro volta problemi di postura come la ipercifosi dorsale o l'iperlordosi lombare, come pure un aumento delle normali curvature fisiologiche della colonna . Esistono tre gruppi di cervicalgie: la cervicalgia vera e propria (il dolore colpisce soprattutto la regione cervicale), la sindrome cervico-cefalica (cefalea, vertigini, disturbi della vista e dell'udito, disturbi della deglutizione) e la sindrome cervico-brachiale (dolore alla nuca e al braccio, a volte anche alla mano). Una corretta e tempestiva diagnosi è fondamentale per un corretto trattamento di questa patologia, così da individuare in maniera idonea il percorso e la tipologia di intervento terapeutico da effettuare. In alcuni casi può essere opportuna una valutazione neurochirurgica, così da verificare la presenza di una compressione della radice nervosa o del midollo spinale. Di solito, una serie di radiografie è necessaria per valutare lo stato della colonna vertebrale. La Tac o la risonanza magnetica evidenziano compressioni del midollo spinale o ernie discali con compromissione delle radici nervose. In ogni caso, la migliore terapia è quella "su misura", quella cioè che meglio si adatta al singolo caso, tenendo conto del paziente, della sua storia, oltre che del tipo e del grado di evoluzione specifico della patologia. In particolare, in fase acuta, si fa spesso uso di correnti analgesiche di nuove generazione che, attraverso elettrodi applicati su specifici punti denominati trigger point, riducono contrattura muscolare e sintomatologia dolorosa. Il tutto, in associazione a tutori (il classico collare) se l'origine è traumatica, oppure in abbinamento a cure mediche. Successivamente, quando il dolore è diminuito e lo consente, la regione cervicale può essere trattata più da vicino e allora i trattamenti possono diventare mirati. Nello specifico, alle terapie fisiche di nuova generazione si possono associare quelle manuali. E' da questa fase che parte, contemporaneamente, il percorso preventivo. Questo può avere inizio solo là dove sia stata individuata l'origine del problema che andrà risolto ancor prima di avviare qualsiasi terapia alla cervicale. Un esempio? Una cervicalgia derivata da una malocclusione dentale può essere trattata solo dove aver curato la sfera orale. Se così non fosse, tutti gli interventi sulla cervicale andrebbero comunque a vuoto. E' quindi assolutamente prioritario valutare fin dall'inizio tutti i fattori di rischio o le cause che hanno generato eventuali tensioni della zona cervicale. Un corretto trattamento della cervicale passa attraverso questa valutazione, nonché attraverso la soluzione delle cause evidenziate grazie a tutti i mezzi diagnostici che si è ritenuto opportuno utilizzare. |
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Lombalgia - Lombosciatalgia |
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Patologie Comuni
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La lombalgia è il dolore che colpisce la regione lombare e sacrale; ma prende il nome di lombosciatalgia quando si irradia all'arto inferiore. Non è facile riconoscere l'origine del disturbo: nella maggior parte dei casi, la causa sta nelle disfunzioni dell'apparato muscolo-scheletrico. Patologie viscerali, addominali o pelviche possono dare dolore lombare, ma anche la regione lombosacrale, come pure quella cervicale, possono diventare il bersaglio di patologie psicosomatiche, che altro non sono che espressione di conflitti interiori irrisolti. La colonna vertebrale è formata da ossa grossolanamente cilindriche sovrapposte, articolate una sull'altra con l'interposizione di una piccola struttura sferica (nucleo polposo) che, proprio come fosse un cuscinetto a sfera, consente il loro movimento. Essa sorregge il tronco, ma non solo: alloggia e protegge il midollo spinale che dalla base del cranio scende sino all'inizio della regione lombare lasciando emergere, tramite appositi spazi, i nervi che da esso emergono. Il dolore che nasce dalla regione lombare può derivare da uno sforzo eccessivo o da una caduta a cui segue un trauma distorsivo - contusivo. Ma anche alcune patologie cronico degenerative come l'artrosi possono portare dolore legato sia all'apparato capsulo-legamentoso vertebrale che allo stiramento della muscolatura. Il corpo reagisce al dolore contraendo la muscolatura lombare che aumenta la sensazione dolorosa accompagnandola a una marcata difficoltà nel movimento del tronco. Nel caso in cui il nucleo polposo del disco intervertebrale, per patologie degenerative o post-traumatiche, si sposti dalla sua normale posizione anatomica per spingendosi verso il midollo e le radici nervose che da esso nascono, si verifica un ernia del disco. Questa situazione dolorosa è caratterizzata dall'interessamento del nervo sciatico che viene compresso dall'ernia. E' questo un caso in cui il dolore non si limita a interessare solo la regione lombare, ma si irradia ad una o ad entrambe le gambe. A questo punto, ogni movimento diventa difficile e il riposo notturno è fortemente compromesso. La terapia più adatta per la fase più acuta consiste essenzialmente nello scarico della colonna facendo ricorso a un riposo attivo associato ad una opportuna terapia fisica (CORRENTI MODULATE) e medica. Passata la fase più difficile, diventa primario capire causa e origini del disturbo e costruire intorno ad essi la terapia più adatta: solo così facendo, si potrà agire positivamente sul dolore. Facciamo qualche esempio. Spesso il mal di schiena nasce da un errato appoggio plantare: in questo caso esercizi, terapie mirate ed ortesi su misura aiutano a ottenere risultati soddisfacenti e duraturi. Questo per evidenziare che, superata la fase acuta, non occorre più di tanto disperdere tempo ed energie sulla zona dolorosa, quanto concentrarsi sulla causa che l'ha resa tale: ne consegue che è pressoché inutile insistere con terapie locali, mentre è opportuno trattare zone, spesso distanti anatomicamente, che sono all'origine della disfunzione. Per tutto questo insieme di motivi, non si può parlare di una terapia specifica più efficace rispetto ad un'altra. La terapia ideale è quella che emerge da un'opportuna valutazione e da un trattamento mirato, definito sulla base delle singole problematiche e di quei singoli distretti che sono stati identificati come la fonte primaria del dolore.
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